Gli Orlando a Ripabottoni dal 1900


Verso la fine dell’Ottocento, il mio bisnonno Federico Orlando, nato nel 1875 ad Alvito, Provincia di Terra di Lavoro (Caserta), oggi Provincia di Frosinone, originario di Fossaceca (oggi Fossalto) allora residente a Rodi Garganico nella Capitanata (oggi Foggia), sposò Vittoria Catelli, mia bisnonna, nata a Campobasso il 22 febbraio 1879, gentildonna di Ripabottoni, pronipote di Don Giovanni Nicola Jaricci, nato nel 1790 e domiciliato nella Piazza Maggiore di Ripabottoni, che fu Sindaco di Ripabottoni nel 1817, il mio antenato ripese. Dalla sua unione con Apollonia Schiavone, anche lei gentildonna, nacque Pietrangelo Jaricci, nato l’11 luglio 1814, che nel 1817 fu Sindaco di Ripabottoni all’età di 27 anni.

Successivamente, Pietrangelo sposò Vittoria Zarrelli e dalla loro unione il 4 marzo 1849 nacque Apollonia Maria Jaricci che il 9 dicembre 1876 sposò Antonio Catelli, possidente negoziante, nato a Campobasso e ivi residente, già vedovo di Giuseppina Fiorilli. Dalla loro unione nacque Vittoria Catelli che sposò appunto Federico Orlando, il quale si stabilì definitivamente a Ripabottoni assieme ai propri genitori Igino Eduardo e Anna Mezza (morti entrambi? a Ripabottoni) e si dedicò alla pittura, all’affresco e alla fotografia.

Dagli archivi dello Stato civile del Comune di Ripabottoni risulta, ancora, che la famiglia Jaricci era imparentata, oltre che con le famiglie Schiavone, Zarrelli, Catelli, Paduano, Tartaglia, Vannelli, Barbieri, Cappuccilli e Sauro, anche con la famiglia Ramaglia, come dimostra il matrimonio tra Don Vincenzo Ramaglia, farmacista, e Maria Concetta Jaricci.

Anche la Famiglia Jaricci di Ripabottoni, al pari della Famiglia Orlando di Fossalto, era estremamente sensibile all’arte, come dimostra l’ex voto di Giovanni Leonardo Jaricci (la dicitura dipinta in calce alla tela riporta esattamente: “Ex DEV: JOAN: LEONARDI JARICCI”), ancora oggi conservato nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta di Ripabottoni del XVIII secolo, costituito dalla tela raffigurante la Madonna del Purgatorio, eseguita dal Maestro Paolo Gamba nel 1750, importante artista molisano del Settecento, allievo del grande pittore e architetto della Scuola Napoletana illuminista, Francesco Solimena, detto l’Abate Ciccio.

D’altro canto, Federico Orlando, forte degli insegnamenti appresi durante la frequentazione della scuola dal Maestro abruzzese Francesco Paolo Michetti, di Francavilla al mare, anch’egli esponente della Scuola napoletana dell’Ottocento, iniziò ad affrescare palazzi e residenze nobiliari, oltre a chiese, duomi e cattedrali, comprese le opere di restauro, grazie alle sempre maggiori committenze che riusciva ad ottenere dalla Curia vescovile e dalle Famiglie aristocratiche locali.

Famoso è l’intervento pittorico in affresco delle quattro vele della cupola della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Ripabottoni, che si inserisce su quello svolto un secolo prima da Paolo Gamba, come confermato dal Parroco della Chiesa Madre, Don Gabriele Tamilia, nel documentario dal titolo “L’Arte, il Sacro e la Fede: Paolo Gamba e Ripabottoni” prodotto da Misericordia TeleVisione.

Ecco la testimonianza delle delicate fasi di restauro dei dipinti a tempera su carta realizzati nei primi anni del Novecento da Federico Orlando, che raffigurano i quattro evangelisti all’interno della cupola della Chiesa Madre “Ripabottoni: il restauro dei dipinti della cupola di Santa Maria Assunta.”

Altrettanto importanti sono gli affreschi realizzati da Federico Orlando nelle sale del nobile Palazzo Cappuccilli, storica e prestigiosa casata di Ripabottoni, che diede i natali al celebre baritono verdiano di fama internazionale Piero Cappuccilli, un talento della musica lirica, amico di Luciano Pavarotti e di Plàcido Domingo, Maria Callas, Joan Sutherland e Raina Kabainvanska.

Ripabottoni ha tributato un grande omaggio a Piero Cappuccilli nell’agosto 2019 in occasione del festival musicale “Ripainlirica” Primo Concorso Internazionale di Canto Lirico “Premio Cappuccilli”, che ha coinvolto 50 giovani talenti provenienti da ogni parte del mondo. La prima edizione del Festival è stata curata dal baritono Pierpaolo Cappuccilli, figlio d’arte, ideatore del progetto e direttore artistico della manifestazione, con il patrocinio del Comune di Ripabottoni, guidato dal Sindaco Orazio Civetta, con la preziosa collaborazione della ProLoco di Ripabottoni, guidata da Giuseppe Sauro, e con il sostegno della Fondazione Piero Cappuccilli, guidata da Patrizia Cappuccilli.

Ad ogni modo, grazie agli insegnamenti appresi durante la frequentazione della scuola dal Maestro Francesco Paolo Michetti, Federico, ormai trasferitosi a Ripabottoni, iniziò ad affrescare palazzi e residenze nobiliari, oltre a chiese, duomi e cattedrali, anche per le opere di restauro, grazie alle sempre maggiori committenze che riusciva ad ottenere dalla Curia  e dalle Famiglie aristocratiche locali. Famoso è l’intervento pittorico in affresco delle quattro vele della cupola della Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta, che si inserisce su quello svolto un secolo prima da Paolo Gamba, allievo del Solimena, oltre agli affreschi delle sale del nobile Palazzo Cappuccilli, storica e prestigiosa casata di Ripabottoni, che diede i natali al celebre baritono di fama internazionale Piero Cappuccilli, emulato dal figlio Piero anche attraverso il sostegno della Fondazione Piero Cappuccilli.

Agli albori del nuovo secolo, il Novecento, Federico si imbarcò per l’Amercia da Napoli sul piroscafo Liguria, forse per tentare la fortuna nell’arte, e approdò ad Ellys Island New York il 12 luglio 1903, assieme al cognato Pietro Catelli, nato a Ripabottoni nel 1883, fratello della moglie Vittoria Catelli, dalla quale aveva già avuto il primogenito Eduardo Orlando nel 1902. I due cognati vennero ospitati proprio a New York dal cugino Nicola Colasante, emigrato qualche anno prima e residente a 408 E. 116 St. NY.

Pochi mesi dopo, però, agli inizi del 1904, Federico rientrò in Italia per continuare a dedicarsi alla pittura e all’affresco in residenze e palazzi nobiliari, in chiese, duomi e cattedrali. Nel 1905 infatti ebbe il secondo genito Antonio, e poi Ugo (nome d’arte Hugo) nel 1910, Pietro il 10 settembre 1912, Renato (deceduto dopo la nascita) e Anna (detta anche Nina).

Probabilmente, tra il 1918 e il 1919, nel Primo Dopoguerra, Federico si trasferì a Genova alle dipendenze dei Cantieri Ansaldo dei Perrone, in qualità di decoratore e disegnatore navale, per farsi poi raggiungere dai due figli maggiori, Eduardo e Antonio, con i quali rimase a Genova alcuni anni, prima di rientrare definitivamente a Ripabottoni.

Allora, risiedeva in Sampierdarena, come risulta da una lettera inviata da Federico a Mario Perrone il 5 maggio 1921, sul tema dell’organizzazione del lavoro e delle qualifiche operaie nello stabilimento meccanico dei Cantieri Ansaldo.

Federico Orlando, decoratore del cantiere navale, licenziato nel gennaio 1920, si presenta invece come una vittima delle agitazioni operaie: Sono nel cantiere da due anni in qualità di cosiddetto spiegazzino e sono stato licenziato senza motivo. Ho dovuto subire tutti gli scioperi e i capo riuni di questa massa sovversiva, mentre io non chiedo altro che lavoro continuato ed è per questo che sono venuto da tanto lontano [Campobasso] per lucrare qualche lira per la mia famiglia.” (Cfr. Tra fabbrica e società: mondi operai nell’Italia del Novecento, Augusta Molinari, Pratiche della scrittura e culture operaie – L’Ansaldo dei Perrone, 1904-1921, p. 577 (pp. 598-599), ANNALI Fondazione Giangiacomo Feltrinelli – Volume 33 a cura di Stefano Musso, Milano – Feltrinelli, 1999).

Molto probabilmente Federico rientra a Ripabottoni a seguito della morte del padre Igino Eduardo avvenuta il 3 agosto 1921 (da notare che sull’atto di morte n. 39/1921 del Comune di Ribabottoni, sia Eduardo che suo padre Federico sono entrambi indicati come pittori, e non più come comici).

Nel 1924 la famiglia Orlando, formata da Federico e Vittoria Catelli, con i cinque figli Eduardo, Antonio, Ugo, (nome d’arte Hugo), Pietro (mio nonno) e Anna (detta anche Nina), si trasferisce a Termoli dove tutti i figli apprendono l’arte della pittura, della decorazione e dell’affresco, sotto la rigida disciplina del padre, decoratore e affreschista di scuola ottocentesca (già allievo del Maestro abruzzese Francesco Paolo Michetti di Francavilla al mare), che raffigurava angeli e santi nelle chiese e scene di caccia, paesaggi e nudi femminili nelle residenze private e nei palazzi nobiliari.

Durante la Seconda guerra Mondiale la Famiglia si spostò a Ripabottoni per poi tornare a Termoli nell’immediato Dopoguerra, quando il figlio Antonio, già dottore chimico e farmacista, divenne addirittura Sindaco di Termoli dal 12.05.1945 al 27.08.1945, prima della proclamazione della Repubblica. (Vedi Giovanni De Fanis, “Termoli in camicia nera – Dinamiche urbane del Molise fascista”, Cosmo Iannone Editore Isernia, p. 400; vedi anche http://www.comune.termoli.cb.it/LaCitta/Storia/sindaci.html). Federico Orlando è morto a Ferrara il 19 maggio 1953. Vittoria Catelli è morta a Fano all’età di 99 anni.

Eduardo Orlando, insegnante, poeta e scrittore, sposò Lucia Medea ed ebbe tre figli Federico (giornalista, condirettore de La Voce con Indro Montanelli, nato a San Martino in Pensilis, provincia di Campobasso, il 13 ottobre 1928), Annibale (giornalista) e Vittoria (insegnante).

Antonio, chimico e farmacista, anch’egli valente pittore, sposò Elena ed ebbe due figlie, Anna e Renata, si trasferì a Ferrara e portò con sé i genitori Federico e Vittoria. Ha partecipato a diverse mostre ed esposizioni in Italia e all’estero, Parigi, Marsiglia e Zurigo, assieme ad amici e colleghi come Antenore Magri, allievo di Filippo De Pisis, Giorgio De Chirico tutti appartenenti al Circolo degli Artisti di Ferrara.

Ugo Orlando si stabilì a Termoli, sposò Tecla Del Monaco ed ebbe due figlie Silvana e Vanda. Nel 1955 Ugo, in arte Hugo, che risiedeva a Termoli, ha fondato, assieme al collega e amico Achille Pace, la Mostra Nazionale di Arte contemporanea Premio Castello Svevo, oggi Premio Termoli, giunto ormai alla sua LX edizione.

Anna Orlando (detta Nina) sposò Nicola Colantonio si stabilì a Fano (PS) ed ebbe una figlia Gabriella, tenne con sé la madre Vittoria ormai vedova fino alla sua scomparsa.

Pietro Orlando, mio nonno, sposò Vittoria Clementi, nata a Palata il 21 febbraio 1919 e morta a Roma il 12 novembre 1980, si stabilì a Roma ed ebbe un figlio Antonio, mio padre. Funzionario e capo ufficio della Banca Nazionale del Lavoro (BNL), anch’egli valente pittore, partecipava in qualità di “artista in banca” alle manifestazioni organizzate in favore del personale della Banca, per la valorizzazione dell’estro dei dipendenti in tutte le sue molteplici espressioni artistiche e si affermò come uno dei vincitori della mostra di Via Margutta a Roma nel 1958 (Vedi Hugo Orlando – Discorsi sulle arti visive, a cura di Venanzio Raspa, Aracne Editrice, 2011). Ancora oggi una delle sue opere intitolata “Giostre in paese”, pittura ad olio su tela, è conservata nella Collezione privata della BNL, Gruppo BNP Paribas, visibile in occasione della giornata culturale BNL “Invito a Palazzo” (Vedi “Pagine di vita del personale della Banca Nazionale del Lavoro – Anno 1958”, BNL 1959). Nel 1960 Pietro vince il Premio Termoli e la sua opera “Candelabri”, pittura ad olio su tela, viene acquisita dalla Galleria Civica di Arte contemporanea di Termoli come opera premio, tuttora conservata nella vasta  Collezione della Galleria civica che raccoglie tutte le opere acquisite a vario titolo nel corso delle edizioni del Premio Termoli (Vedi Catalogo “Premio Termoli” Edizioni 1955-1965). In quegli anni, tra i 1962 e il 1965, anno della sua morte, Pietro partecipa al Premio Termoli anche con due opere materiche, realizzate su legno multistrato, che rappresentano la matrice fondante della tecnica di pittura materica poi rielaborata dal figlio Antonio negli anni Sessanta e Settanta e più di recente dal nipote Piero, dal 2005 ad oggi.

Antonio Orlando, mio padre, nato a Roma il 26 maggio 1941 e deceduto in Roma il 25 ottobre 1999, magistrato amministrativo e artista per passione, ha rielaborato la tecnica di pittura materica sperimentata dal padre Pietro e ha partecipato a diverse mostre ed esposizioni a Roma e in Italia. Successivamente ha tramandato la sua esperienza artistica a me, ancora bambino, che poi sono finalmente riuscito a sviluppare soltanto nel 2005, dietro casuale sollecitazione del mio caro amico Gianluca Principe, affascinato dalle opere materiche di mio padre, da me gelosamente custodite. Da allora è iniziato il mio percorso artistico che affonda le sue radici nella ricerca delle origini della vena artistica di famiglia nel Contado di Molise.

Anche Ripabottoni, come Fossalto, è uno dei miei luoghi dell’anima, un luogo mistico dai tratti ancestrali, con tracce evidenti di epoche remote e tratturi millenari, come il Regio Tratturo Celano Foggia e il braccio tratturale Centocelle Taverna del cortile, con il punto di sosta in Agro di Ripabottoni, raffigurato nel dipinto “Femmina morta” di Federico Orlando, che sono indubbiamente fonte di ispirazione per il mio ciclo pittorico di paesaggi e orizzonti agro silvo pastorali, “Molise a colori”, con le due opere di pitto-scultura materica “Ripabottoni di giorno” e “Ripabottoni di notte”, esposte presso il Consolato Generale d’Italia a Valona in occasione della mostra itinerante Racconti dalla Terra verso il Mare, nell’ambito del programma interculturale Terra@Mare.

Ripabottoni di notte – Piero Orlando

Ecco invece Ripa Francone, l’ultima creazione per la mostra personale “Ritorno alle origini”, in occasione della manifestazione San Rocco in Arte, “Dialoghi d’Arte: da Paolo Gamba a Piero Orlando”, a Ripabottoni (CB).

Ripa Francone – Piero Orlando

Per informazioni utili, notizie storiche e curiosità si rinvia:

al sito web Ripamici.it curato da Walter La Marca e dal suo validissimo Staff,

alla pagina Facebook della Pro Loco di Ripabottoni guidata dal Presidente Giuseppe Sauro,

e al gruppo Facebook “Gente di Ripabottoni” curato da Mario Faccone, Giuseppe Tartaglia e Gabriella Paduano:

Per la storia della comunità di Ripabottoni si rinvia alle seguenti pubblicazioni del Prof. Giovanni Lepore, studioso appassionato di storia locale:

  • Giovanni Lepore, Note per una storia della comunità di Ripabottoni. Il segno di Roma. Orme gotiche e normanne, Editrice San Marco, Bergamo, 1994.
  • Giovanni Lepore, Notizie storiche sulla comunità di Ripabottoni, Editrice San Marco, Bergamo, 1997.

Ripabottoni – Antonio Orlando

Nel libro “Ripabottoni: le cartoline raccontano” di Nicola Tamilia, fratello del parroco della Chiesa Madre di Santa Maria Assunta, Don Gabriele Tamilia, sono raccolte anche alcune delle cartoline più antiche di Ripabottoni, sviluppate sugli scatti fotografici del mio bisnonno Federico Orlando che risalgono ai primi anni del Novecento.