Arte e Teatro

 

Dal profondo legame con la Città di Gaeta, che nel 1856 ha dato i natali alla trisnonna di Piero Anna Mezza, e dall’amicizia con Virginia Barrett, attrice e regista, nasce l’idea di rappresentare proprio a Gaeta, in occasione dello Yacht Med Festival 2015, la commedia musicale “I Leoni delle Due Sicilie”, in ricordo dell’assedio di Gaeta, condotto dai piemontesi nel 1860-61, e della resa del Re Ferdinando II di Borbone che ha segnato la fine del Regno delle Due Sicilie.

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GAETA 1860/1861 – I LEONI DELLE DUE SICILIE di Carlangelo Scillamà Chiarandà

Commedia musicale, regia di Virginia Barrett e Carlangelo Scillamà Chiarandà, con musiche originali di Eugenio Tassitano. Scena finale con voce recitante (Roberto d’Alessandro) e coro (Maria Luigia Martino, soprano; Ripalta Bufo, soprano; Giusy Crincoli, soprano; Michela Iallorenzi, soprano; Sara Napolitano, contralto; Massimiliano Guerrieri, baritono) tratta dall’omonima commedia musicale dedicata alla presa di Gaeta. Un accorato omaggio ai vinti al tempo del Risorgimento italiano.

CT I Leoni delle Due Sicilie di V. Sanfilippo

Gaeta 1860 1861 – I Leoni delle Due Sicilie 

 

 

« Sire, in mezzo ai disgraziati avvenimenti, di cui la tristezza dei tempi ci à fatto spettatori afflitti ed indegnati; noi sottoscritti, uffìziali della Guarnigione di Gaeta, veniamo, uniti in una ferma volontà, rinnovare l’omaggio della nostra fede innanzi al vostro trono, reso più venerabile e più splendido dalla sventura. Cingendo la spada, giurammo che la bandiera affidataci da V. M. sarebbe difesa da noi, a costo del nostro sangue. È a questo giuramento che intendiamo restar fedeli; quali che siano le privazioni, le sofferenze e i pericoli ai quali ci chiama la voce dei nostri capi, sacrificheremo con gioia le nostre fortune, la nostra vita e tutt’altro bene per il successo o pei bisogni della causa comune. Gelosi custodi di quest’onor militare che distingue solo il soldato dal bandito, vogliamo mostrare a V. M. ed all’Europa intera che se molti fra noi ànno col tradimento o viltà macchiato il nome dell’Armata Napolitana, grande fu pure il numero di quelli che si sforzarono di trasmetterlo puro e senza macchia alla posterità. » (Garner, Charles, Journal du siège de Gaëte Dentu, Parigi, 1861).

Una leggenda dell’epoca narrava che dopo il 15 dicembre 1860, con l’inasprirsi dei bombardamenti, la regina Maria Sofia di Baviera iniziò a vedersi continuamente sui bastioni della città, accorrendo in aiuto dei soldati combattenti, prodigandosi a soccorrere i feriti e a dare conforto ai soldati che resistono nonostante i bombardamenti piemontesi divenendo col suo coraggio il simbolo dell’assedio, meritandosi il soprannome di “eroina di Gaeta“. Questa storia venne diffusa, e probabilmente inventata, dal giornalista francese Charles Garnier.