I Teatri di Campobasso tra Settecento e Ottocento

Fino agli anni Settanta dell’Ottocento, il principale teatro di Campobasso era il Teatro del Genio, situato in Largo Fondaco della Farina. Questa zona, conosciuta anche come Contrada della Dogana Vecchia o Largo della Cappella della Farina, era storicamente un importante centro di commercio del grano e sede della dogana. Intorno al 1688, una grande stalla appartenente a un palazzo nobiliare dei Carafa, poi dei Salottolo e infine dei Cannavina, fu trasformata in un teatro, segnando l’inizio della vocazione culturale dell’area.

Fondaco della Farina – Campobasso

Il Teatro del Genio visse un momento significativo il 23 settembre 1807, quando il re di Napoli, Giuseppe Bonaparte, in visita ufficiale a Campobasso e ospite di Palazzo Salottolo, assistette a una rappresentazione in suo onore.

Nonostante fosse considerato un teatro confortevole, la sua limitata capienza (200 posti) spinse le autorità a progettare una nuova struttura, più grande. Nei pressi della Chiesa della Santissima Trinità (dove oggi sorge il Teatro Savoia), fu costruito un edificio in legno che venne inaugurato nel 1880 con il nome di Teatro “Erennio Gammieri“, in omaggio al musicista e compositore campobassano, che nella seconda metà dell’Ottocento ricoprì numerosi incarichi nella direzione del Teatro dell’Opera Italiano di San Pietroburgo, tra cui quello di Maestro di cappella e di Maestro direttore del coro.

Tuttavia, nel 1884 un incendio lo distrusse completamente. Nel frattempo, il Teatro del Genio era stato venduto e trasformato in abitazione privata. Come ricorda Di Iorio in Campobasso, itinerari di storia e di arte, sull’antico portale settecentesco al numero civico 18 è ancora visibile una lastra marmorea con quattro borchie laterali e i fori che un tempo sorreggevano la scritta “Teatro”.

Durante il decennio in cui rimase senza un teatro stabile, la città si affidò a strutture provvisorie: il Teatro di Varietà, allestito nel piazzale di fronte al liceo Mario Pagano; il Teatro Nazionale (o “Arena Nazionale”), vicino a Porta Mancina; e il Teatro Vittorio Emanuele, situato nell’omonima piazza.

Solo nel 1894 Campobasso tornò ad avere un teatro stabile: il Teatro Margherita, collocato nella prima espansione ottocentesca della città di Campobasso, immediatamente fuori la cinta muraria medioevale, fu inaugurato il 20 novembre 1894. L’edificio in legno con rivestimento a mattoni e stucchi, fu costruito su iniziativa privata, proprio sulle rovine del Teatro Gammieri.

Sullo stesso suolo concesso gratuitamente dal Comune di campobasso fu costruito il Teatro Sociale, inaugurato il 3 aprile 1926 con la rappresentazione della Tosca. Al suo interno gli affreschi di Arnaldo de Lisio di Castelbottaccio, le vetrate dalla ditta Giovanni Vincenzo e figli di Baranello, i lavori in ferro battuto della famiglia Tucci di Campobasso.

Divenuto di proprietà di Raffaele Colitti, mutò ancora una volta la denominazione in Teatro Savoia, del quale è possibile scoprire storie a segreti in una interessante puntata di Telemolise.

Bibliografia

Gianbattista Masciotta, Il Molise dalle origini ai nostri giorni, Vol. II, p. 426, nota 120, Campobasso 1915.

Vincenzo Eduardo Gasdia, Storia di Campobasso, Volume III, Tomo II Ottocento, Campobasso 1960-2017, pp. 485-486.

Eduardo Di Iorio, Campobasso, itinerari di storia e di arte, Arti grafiche la Regione, Campobasso 1977.

Francesco Manfredi Selvaggi, Campobasso, società e sviluppo urbano nel 19° secolo, Casa molisana del libro editrice, Campobasso 1981.

Renato Lalli, Norberto Lombardi, Giorgio Palmieri, Campobasso capoluogo del Molise, Vol I, Palladino editore, Campobasso 2008.

Anna Intrevado, I Teatri molisani, in Pagine novecento molisano, a cura di Pina Mafodda, Volume II, Campobasso 2018, pp. 259-260.