{"id":4170,"date":"2026-02-06T18:27:34","date_gmt":"2026-02-06T17:27:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4170"},"modified":"2026-02-08T12:50:57","modified_gmt":"2026-02-08T11:50:57","slug":"il-teatro-comunale-di-alvito-terra-di-lavoro","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4170","title":{"rendered":"Il Teatro Comunale di Alvito (Terra di Lavoro)"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><br>Il <strong>Teatro Comunale di Alvito <\/strong>\u00e8 situato nella Sala del Trono del Duca di Alvito all&#8217;interno di Palazzo Gallio, oggi sede del Municipio.<\/p>\n\n\n\n<p>La Sala del Trono del palazzo ha avuto in origine funzione di rappresentanza ducale, come documentano, nella parte di volta a padiglione che sovrasta la tribuna del teatro, i decori di alcune armi gentilizie (stemmi Gallio Trivulzio, Medici e Bonelli), visibili nella foto scattata da Roberto Bruno, in cui si pu\u00f2 ammirare l&#8217;elegante struttura che riflette lo splendore dell&#8217;epoca in cui il teatro fu edificato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del Settecento, infatti, la sala \u00e8 stata riadattata a teatrino di corte del Duca di Alvito, mentre nel corso dell\u2019Ottocento veniva utilizzato anche da attori amatoriali per recite pi\u00f9 popolari in occasione del carnevale o di altre festivit\u00e0, finch\u00e9 nel 1839 venne messo all\u2019asta e rilevato da un gruppo di cittadini per essere destinato in perpetuo ad attivit\u00e0 teatrali. Poi, nel corso del Novecento, fu sede di una serie di messinscena di drammi sacri, tra i quali&nbsp;<em>S. Valerio soldato martire&nbsp;<\/em>(circa 1920).<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"751\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20-1024x751.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-4207\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20-1024x751.png 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20-300x220.png 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20-768x563.png 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20-1536x1126.png 1536w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-07-alle-11.23.20.png 1640w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/teatro-alvito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"538\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/teatro-alvito-1024x538.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4227\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/teatro-alvito-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/teatro-alvito-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/teatro-alvito-768x403.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/teatro-alvito.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio-Alvito.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio-Alvito-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4198\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio-Alvito-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio-Alvito-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio-Alvito-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio-Alvito.jpg 1417w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Raffaella Capitelli, nel suo lavoro &#8220;<em>La Famiglia Sipari ad Alvito (1830-1905). Iniziativa economica e identit\u00e0 borghese in Terra di lavoro dopo l\u2019Unit\u00e0<\/em>&#8220;, ci descrive cos\u00ec la situazione alvitana dell&#8217;epoca sottolineando l&#8217;importanza del teatro ad Alvito, nel Settecento quello di corte presso la Sal del Trono di Palazzo Gallio, poi nell&#8217;Ottocento il Teatro Comunale grazie all&#8217;impulso di privati come i membri della famiglia Sipari, Pietrantonio, Francesco Saverio e Carmelo.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;La vivacit\u00e0 culturale di Alvito \u00e8 testimoniata anche dallo spiccato interesse della borghesia locale per la musica e il teatro. All\u2019atto dell\u2019acquisto e cessione al Comune del Palazzo Ducale una delle clausole poste dai ventuno acquirenti alvitani, pena la revoca della cessione al Comune, era stata che la splendida Sala del Trono fosse riservata ad attivit\u00e0 culturali e a rappresentazioni filodrammatiche. La cittadina era dotata di un\u2019orchestra, un complesso bandistico e di una Scuola di musica diretta dal maestro Giuseppe Cappitti che nel 1852 aveva spontaneamente assunto l\u2019impegno di istruire giovinetti. Gli appuntamenti mondani e le ricorrenze religiose fungevano quasi da pretesto per organizzare iniziative culturali e istituire dei cenacoli letterari. Nel 1850, in occasione del compleanno del re Ferdinando II, Alvito festeggio con spettacoli musicali, fuochi d\u2019artificio e con una vera e propria Accademia letteraria. Nel 1856, nel secondo centenario della traslazione dele reliquie di San Valerio in Alvito, gli allievi della ricordata Scuola secondaria di Umanit\u00e0 e Rettorica si cimentarono in declamazioni in lingua italiana e latina. La vita culturale in Alvito rappresentava un caso un po\u2019 particolare nell\u2019ambito del circondario di Sora. La stessa citt\u00e0 capoluogo del distretto nel periodo considerato, non solo era priva di un teatro o altri luoghi di ritrovo ma dirittura di una biblioteca comunale. Come si spiega la vivacit\u00e0 culturale di Alvito, soprattutto in considerazione delle sue precarie condizioni economiche? Probabilmente le varie attivit\u00e0 erano promosse e finanziate sia del numeroso e potente clero locale, per tradizione depositario di cultura, sia dalla borghesia alvitana, stimolata da studi e da esperienze di viaggio. Alcuni esponenti di influenti famiglie del luogo, avendo la possibilit\u00e0 di frequentare i salotti e teatri di Roma e di Napoli, favorivano l\u2019arrivo di nuove \u201cmode\u201d nella cittadina e stimolavano iniziative culturali di vario genere. Si trattava di una borghesia colta che, grazie alla prolungata presenza della corte dei Gallio, era stata a contatto con esponenti della cultura nazionale e straniera e con diversi movimenti culturali e scientifici. L\u2019abitudine al bello col tempo era divenuta una sorta d\u2019impronta che, anche a distanza di anni dalla fine di quella autorit\u00e0 feudale, continuava a stimolare gli alvitani a farsi promotori di cultura e di sapere.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/famigliaSipariadAlvito-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"662\" height=\"940\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/famigliaSipariadAlvito-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4223\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/famigliaSipariadAlvito-1.jpg 662w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/famigliaSipariadAlvito-1-211x300.jpg 211w\" sizes=\"auto, (max-width: 662px) 100vw, 662px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Ma la descrizione pi\u00f9 completa e approfondita della Sala del Trono, oggi Teatro Comunale di Alvito, ci viene offerta senza dubbio da Gabriele Quaranta nel suo pregevole lavoro &#8220;<em>Bagliori dal passato. Il palazzo Gallio in Alvito e i suoi dipinti<\/em>&#8220;:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa il palazzo era destinato anche ad un utilizzo senz\u2019altro pi\u00f9 a meno: al 1873 risale la prima delibera comunale per una ristrutturazione della Sala del Trono come sala teatrale: questo ambiente era gi\u00e0 stato utilizzato per rappresentazioni sceniche dai Gallio nel corso del XVIII secolo, ma ci\u00f2 non aveva comportato alcuna trasformazione permanente. Una prima traccia in questo senso nulla sia dalla Descrizione del 1839 che a proposito di questa sala cita la presenza di uno scenario teatrale smontato \u2013 propriet\u00e0 del Comune e di alcuni privati \u2013 anche di una struttura per un palco non terminata. Si tratta per\u00f2 di interventi gi\u00e0 posteriori alla morte dell\u2019ultimo Gallio. Purtroppo i documenti relativi alla ristrutturazione del 1873 sono oggi quasi del tutto illeggibili, e non sappiamo cosa esattamente venne realizzato allora. [ \u2026 ] La Sala del Trono, ci appare oggi nella sua funzione di Teatro comunale. Essa \u00e8 un enorme ambiente rettangolare di circa 19 \u00d7 8 m, con il lato maggiore in direzione nord-sud, \u00e8 coperto da una volta a padiglione. Ad ogni modo essa dovette costituire uno degli ambienti pi\u00f9 rappresentativi del palazzo ducale, partire almeno dalla ristrutturazione operata da Tolomeo II negli anni sessanta del XVII secolo. Questa sala era infatti punto di passaggio obbligato per chi volesse accedere al piano nobile della dimora. Con la sua ampiezza, e la ricchezza della decorazione che certamente vi dovette essere, la Sala del Trono costituiva una inequivocabile presentazione del proprietario del palazzo e del suo rango. E\u2019 notizia comune ai pochi scritti moderni sul palazzo quella che vorrebbe una trasformazione della Sala ad uso teatrale gi\u00e0 durante il Settecento, con un conseguente trasferimento delle funzioni di rappresentanza nell\u2019adiacente Galleria. Se sicuramente non \u00e8 da escludere un tale uso per l\u2019intrattenimento, bisogna per\u00f2 chiarire come esso non dovette comportare alcuna trasformazione materiale della Sala, n\u00e9 un effettivo trasferimento altrove delle sue funzioni. Non solo infatti non troviamo traccia di ristrutturazioni settecentesche in questo senso, ma dobbiamo ricordare come di esse non ci fosse di fatto bisogno: scenografie e adattamenti all\u2019uso teatrale, se necessari, venivano realizzati di volta in volta per mezzo di strutture effimere, mentre la realizzazione di veri e propri teatri di corte \u00e8 riscontrabile solo in un numero esiguo di casi. \u00c8 possibile invece ritrovare una situazione simile a quella di Alvito \u2013 con una sala di rappresentanza utilizzata anche ad uso di teatro \u2013 per la maggior parte delle residenze nobiliari di campagna. La Sala del Trono\/Sala teatrale appare oggi con un ampio palco fornito di proscenio ad arco, in cartapesta, sottolineato da stucchi. Ad una moderna platea disposta in pendenza fa capo una piccola galleria su due ordini di palchi, con balaustra di legno e due scale circolari contrapposte e specchiate: essa ha trovato posto al di sopra del corridoio realizzato nel 1881.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"723\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-723x1024.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-4219\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-723x1024.webp 723w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-212x300.webp 212w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-768x1088.webp 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-1084x1536.webp 1084w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600.webp 1129w\" sizes=\"auto, (max-width: 723px) 100vw, 723px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<p>Domenico Santoro, <em>Nell\u2019inaugurazione del teatro comunale di Alvito restaurato a cura della Societ\u00e0 filodrammatica Gabriele D\u2019Annunzio, tipografia meridionale<\/em>, Cassino 1913.<\/p>\n\n\n\n<p>Valerio Iacobone, <em>Primo quaderno di appunti e spunti su Alvito e Valle di Comino<\/em>, Centro Studi Cominium, 1984, p. 157.<\/p>\n\n\n\n<p>Raffaella Capitelli, <em>La Famiglia Sipari ad Alvito (1830-1905). Iniziativa economica e identit\u00e0 borghese in Terra di lavoro dopo l\u2019Unit\u00e0<\/em>, Bardi Editore, Roma 1999, pp. 38, 39, 66 e 67.<\/p>\n\n\n\n<p>Gabriele Quaranta, <em>Bagliori dal passato. Il palazzo Gallio in Alvito e i suoi dipinti<\/em>, Bardi Editore, Roma 2003, pp. 51, 58, 59 e 60, foto 21 e 22.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"730\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-1024x730.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4195\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-1024x730.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-768x547.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-1536x1095.jpg 1536w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2048x1460.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"730\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2-1024x730.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4196\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2-1024x730.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2-300x214.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2-768x547.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2-1536x1095.jpg 1536w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Palazzo-Gallio_BROCHURE-trascinato-2-2048x1460.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Teatro Comunale di Alvito \u00e8 situato nella Sala del Trono del Duca di Alvito all&#8217;interno di Palazzo Gallio, oggi sede del Municipio. 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