{"id":3056,"date":"2025-07-08T15:13:29","date_gmt":"2025-07-08T13:13:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=3056"},"modified":"2026-02-09T16:00:11","modified_gmt":"2026-02-09T15:00:11","slug":"la-compagnia-teatrale-orlando","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=3056","title":{"rendered":"La Compagnia teatrale Orlando"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Famiglie d&#8217;arte e Compagnie di giro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Una volta la Chiesa escludeva dalle funzioni sacre e dai camposanti prostitute, suicidi, attori. Capit\u00f2 a un mio arcibisnonno della compagnia Tamberlani, ai tempi della dilacerazione tra Stato e Chiesa, come Jemolo defin\u00ec quei decenni<\/em>\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel passo dell\u2019articolo <em>Welby e i vecchi peccati della Chiesa<\/em>, pubblicato a Roma sulla testata Europa il 27 dicembre 2006, mio zio, <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Federico_Orlando\">Federico Orlando<\/a><\/strong> (giornalista e politico italiano), si riferisce al suo trisavolo <strong>Federigo Maria Orlando <\/strong>(nato nel 1824 a Fossaceca, odierna Fossalto), che tra il 1850 e il 1860 faceva parte della <strong>Compagnia Tamberlani<\/strong>, formata da Vincenzo, Filippo e Ferdinando Tamberlani. Quest&#8217;ultimo era nonno del famoso attore Carlo Tamberlani, che cos\u00ec racconta nel suo lavoro <em>Pirandello nel Teatro &#8230;che c\u2019era<\/em> (in Quaderni dell\u2019Istituto di Studi Pirandelliani, n. 3 pag. 168):<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Ferdinando, mio nonno, a sua volta form\u00f2 una propria compagnia di famiglia, \u201cbattendo le piazze\u201d preferibilmente nel meridione. Egli resistette alle sollecitazioni del fratello Giovanni perch\u00e9 eccellente \u201cpromiscuo\u201d qual\u2019era, lasciasse la provincia. Molti buoni attori rimasti sconosciuti al grande pubblico, spesso preferirono la compagnia di famiglia, la serenit\u00e0 della provincia, l\u2019affetto dei congiunti e mio nonno rinunci\u00f2 anche lui alla carriera dei grandi teatri per girovagare, con i suoi 18 figli e mia nonna, per i paesi della Basilicata, della Puglia, della Campania, Calabria e Sicilia<\/em>.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>In effetti, per\u00f2, l&#8217;esperienza ereditata dalla famiglia Orlando nel teatro affonda le sue origini nella lunga esperienza maturata dalla <strong>Compagnia Caputo<\/strong>, la cui attivit\u00e0 teatrale risale almeno agli inizi del Settecento a Napoli, capitale del Regno. Quel che \u00e8 certo, infatti, \u00e8 che il mio quadrisavolo Federigo Maria Orlando aveva sposato <strong>Erasmina Fortunata Caputo<\/strong>, comica, figlia di <strong>Gennaro Caputo<\/strong> e <strong>Teresa Martinez<\/strong>, entrambi comici.<\/p>\n\n\n\n<p>A sua volta Gennaro era figlio di <strong>Arcangelo<\/strong> ed <strong>Erasmina Meterangelis<\/strong>, figlia di Ferdinando, e Archangelo era figlio del <strong>Notaio Gennaro Caputo<\/strong> di Napoli, uno dei promotori del teatro napoletano all&#8217;inizio del Settecento, citato da Pier Luigi Ciapparelli nel suo lavoro <em>Edifici teatrali e palcoscenici temporanei. Progetti e tecnologie sceniche<\/em>, in <em>Storia della musica e dello spettacolo a Napoli. Il Settecento<\/em>, a cura di Francesco Cotticelli e Paologiovanni Maione, Napoli, Turchini Edizioni, 2009: &#8220;<em>Ad imitazione del giardino di Porta Capuana, esisteva agli inizi del Settecento, <em>nei Quartieri Spagnoli, <\/em><\/em>un<em> terreno adibito a spazio per gli spettacoli all&#8217;aperto, lo <strong>\u00abGiardiniello\u00bb di Montecalvario<\/strong>, che apparteneva ai Notai Domenico e Gennaro Caputo, poi acquistato, nel 1724, da Giacinto de Laurentis e Angelo Carasale per costruirvi il Teatro Nuovo di Napoli.<\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/04_Antonio-Joli-Napoli-dal-porto-XVIII-sec.-National-Motor-Museum-Beaulieu.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"627\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/04_Antonio-Joli-Napoli-dal-porto-XVIII-sec.-National-Motor-Museum-Beaulieu.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4107\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/04_Antonio-Joli-Napoli-dal-porto-XVIII-sec.-National-Motor-Museum-Beaulieu.jpg 1000w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/04_Antonio-Joli-Napoli-dal-porto-XVIII-sec.-National-Motor-Museum-Beaulieu-300x188.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/04_Antonio-Joli-Napoli-dal-porto-XVIII-sec.-National-Motor-Museum-Beaulieu-768x482.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Antonio Joli &#8211; Napoli dal Porto, XVIII sec.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Ma prima di Teresa Martinez, Gennaro Caputo aveva sposato in prime nozze <strong>Francesca Magni<\/strong>, comica, figlia di <strong>Ermenegildo Magni<\/strong>, comico, nato a Milano intorno al 1750, e <strong>Oliva Cornelio<\/strong>, comica, nata a Corf\u00f9 intorno al 1797, dove i suoi genitori, <strong>Domenico Cornelio<\/strong> e <strong>Stella Angelini<\/strong>, comici, erano in trasferta per rappresentazioni teatrali.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel corso del Settecento e per la prima met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, la famiglia Caputo si intrecci\u00f2, dunque, con altre famiglie d&#8217;arte <strong>Meterangelis<\/strong>, <strong>Magni<\/strong>, <strong>Cornelio<\/strong>, <strong>Martinez<\/strong>, <strong>Usai<\/strong>, <strong>Tamberlani<\/strong> e poi, da met\u00e0 Ottocento, si intrecci\u00f2 anche con la famiglia <strong>Orlando<\/strong>, a seguito del matrimonio tra Federigo Maria Orlando e Fortunata Erasmina Caputo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i componenti di quelle compagnie teatrali itineranti, dette anche &#8220;compagnie di giro&#8221;, figuravano attori comici, per garantire la copertura di tutti i ruoli necessari maschili e femminili, musicisti per gli accompagnamenti musicali, artigiani come sarti per i costumi, falegnami per gli arredi e pittori per le scenografie, e persino scrittori e poeti, per la redazione e l&#8217;adattamento dei testi delle opere del repertorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Un nipote di Erasmina Meterangelis e Arcangelo Caputo, <strong>Ferdinando Meterangelis<\/strong>, poeta, cugino di Gennaro Caputo, scrisse finanche una versione de &#8220;<em>La Gerusalemme distrutta da Tito Vespasiano<\/em>&#8220;, suddivisa in dodici Canti, pubblicata a Napoli presso la Tipografia Reale nel 1850. L&#8217;opera ha per oggetto la conquista e la distruzione di Gerusalemme nel 70 d.C. da parte dell\u2019esercito romano guidato da Tito, futuro imperatore; episodio storico riportato nel resoconto del <em>Bellum Judaicum<\/em> di Flavio Giuseppe e divenuto molto popolare nell\u2019epica italiana dell&#8217;Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/s-l1600-1-copia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"650\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/s-l1600-1-copia-650x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3851\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/s-l1600-1-copia-650x1024.jpg 650w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/s-l1600-1-copia-190x300.jpg 190w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/s-l1600-1-copia-768x1210.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/s-l1600-1-copia.jpg 893w\" sizes=\"auto, (max-width: 650px) 100vw, 650px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Federigo Maria Orlando<\/strong>, detto Federico, musicista, comico e artista (indicato come <em><strong>studente in musica<\/strong><\/em><strong>&nbsp;<\/strong>nell\u2019atto di morte di Agnese Iorio del 26 luglio 1844, di cui Federico allora ventunenne era stato testimone), nonno del mio bisnonno, fu il capostipite della <strong>Compagnia Orlando<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico proveniva da una famiglia di letterati, medici, ecclesiastici e notai, e probabilmente inizia sin da molto giovane la sua avventura artistica grazie alla presenza del&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4121\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4121\">Teatro Alfieri&nbsp;<\/a><\/strong>di Fossaceca, oggi Teatro Comunale, vivaio e laboratorio artistico ideale sin dalla prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Il teatro municipale, situato al piano inferiore del palazzo comunale, dove si esibivano i filodrammatici locali e, di quando in quando, compagnie professionali di giro<\/em>.\u201d (Nino Bagnoli, Ipotesi di lessico fossaltese, voce \u201cteatre\u201d, Edizioni Samnium, Campobasso 1990).<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Fino agli anni \u201930 vi hanno recitato, da dilettanti, molti \u201csignori\u201d e alcuni artigiani, e lo stesso autore di queste note vi ha avuto il suo battesimo sia come attore che come regista, durante le vacanze scolastiche<\/em>.\u201d (Nino Bagnoli, appunti per una Breve Guida di Fossalto).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo spiega, perfettamente, il fermento culturale di quegli anni da parte di tutta la comunit\u00e0 fossaltese e, in particolare, la passione del mio antenato Federigo Maria Orlando per la musica e per il teatro, stanti le continue influenze subite anche dalle rappresentazioni delle compagnie di giro, quelle compagnie teatrali professionali che frequentavano periodicamente il Teatro Alfieri.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-b-pan-26-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"701\" src=\"http:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-b-pan-26-1-1024x701.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4114\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-b-pan-26-1-1024x701.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-b-pan-26-1-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-b-pan-26-1-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/1-b-pan-26-1.jpg 1259w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, potrebbe essere accaduto proprio per quella compagnia di giro del Capocomico Don Gennaro Caputo di Lecce e della moglie Teresa Martines di Napoli, la cui figlia, Fortunata Erasmina, nata il 30 luglio 1823 a Forenza di Basilicata (Potenza), anch\u2019essa attrice comica, ha poi sposato lo Federigo Maria intorno al 1850.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico ed Erasmina, entrambi comici, ebbero diversi figli:<\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Gennaro Francesco<\/strong>, nato a Foiano di Val Fortore (Benevento) il 24 febbraio 1851; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Igino Eduardo<\/strong>, nato a Rodi Garganico (allora in provincia di Capitanata, oggi Foggia) il 22 maggio 1852; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Ernesto<\/strong>, nato a Saponara di Grumento (Potenza) il 20 settembre 1855; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Leopoldo<\/strong> nato a Roggiano Gravina (Cosenza) il 16 agosto 1857; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Bruno Alberto Enrico<\/strong>, nato a Gerace Superiore (Reggio Calabria) il 12 dicembre 1858; <\/p>\n\n\n\n<p>&#8211; <strong>Maria Elisabetta Carmela Teresa<\/strong> (detta Teresina), nata a San Vito sullo Ionio (Catanzaro) l\u201911 gennaio 1860.<\/p>\n\n\n\n<p>Federico ed Erasmina, capostipiti della Compagnia Orlando, vissero prevalentemente sul Gargano, tra Rodi Garganico, Ischitella e Vico del Gargano, mentre per\u00f2 girarono per tutto il meridione per l&#8217;attivit\u00e0 teatrale della Compagnia di Famiglia. Erasmina mor\u00ec a San Martino in Pensilis (Campobasso) il 1\u00b0 febbraio 1887 e Federico mor\u00ec a Vico del Gargano il 1\u00b0 aprile 1893, all\u2019et\u00e0 di 69 anni, nella casa posta in Via dietro il Purgatorio al n. 11.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodibella.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"919\" height=\"565\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodibella.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4105\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodibella.jpg 919w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodibella-300x184.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rodibella-768x472.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Igino Eduardo<\/strong>, detto <strong>Odoardo<\/strong>, padre del mio bisnonno, spos\u00f2 <strong>Anna Mezza<\/strong>, figlia di Gioacchino (fu Melchiorre), sartore, e Francesca (Franca) Soccorso, nata a Gaeta il 16 settembre 1856 e il loro matrimonio fu celebrato a Vieste il 2 agosto 1878. Dalla loro unione nacque il mio bisnonno <strong><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Federico_Orlando_(artista)\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Federico_Orlando_(artista)\">Federico Orlando<\/a><\/strong>, l&#8217;11 maggio 1875 ad <strong>Alvito<\/strong> (allora in provincia di Terra di Lavoro, Caserta, oggi Frosinone), dove la Compagnia Orlando si trovava per le rappresentazioni teatrali nella Sala del Trono di Palazzo Gallio, gi\u00e0 teatro di Corte del Duca di Alvito, allora <strong><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4170\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4170\">Teatro Comunale<\/a><\/strong>, oggi sede del Municipio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"643\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-1-1024x643.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4166\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-1-1024x643.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-1-300x189.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-1-768x483.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-1.jpg 1087w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Quanto alle difficolt\u00e0 di spostamento da una provincia all\u2019altra nell\u2019ambito del Regno di Napoli, poi &nbsp;Regno delle Due Sicilie, che certamente anche gli attori delle compagnie di giro dovevano incontrare&nbsp;periodicamente, appare utile riportare questo breve scritto di Giuseppe Cultrera, \u201c<strong><em>Ci voleva il passaporto&nbsp;<\/em><\/strong><strong><em>per uscire dalla provincia<\/em><\/strong>\u201d, sebbene riferito alla situazione di Leonessa, Provincia di Rieti, che in ogni caso all\u2019epoca rientrava nel territorio del Regno di Napoli, proprio al confine con lo Stato Pontificio:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Le donne leonessane non avevano diritto a documenti di identificazione; per spostarsi da una provincia all\u2019altra del regno di Napoli ci voleva il passaporto, come per andare all\u2019estero; pastori e braccianti erano assimilati alla categoria dei poveri. Ecco alcune curiosit\u00e0 del \u201cRegolamento relativo alle Carte di Sicurezza, di Permanenza e di Passo, nonch\u00e9 ai passaporti\u201d approvato \u201cda S.M. pe\u2019 suoi Reali Dominj al di qua del Faro\u201d il 30 novembre 1821 e in vigore dal 1 marzo 1822.<\/em>&nbsp;<em>Sua Maest\u00e0 \u00e8 Ferdinando I di Borbone (1751-1825), re delle Due Sicilie, figlio terzogenito di Carlo III re di Spagna e di Maria Amalia di Sassonia. Era diventato re ad appena nove anni, nel 1759, coi titoli di Ferdinando IV re di Napoli e di Ferdinando III di Sicilia; nel 1816 aveva unificato i due regni, diventando Ferdinando I re delle Due Sicilie. Il testo \u00e8 pubblicato dal Giornale dell\u2019Intendenza della provincia dell\u2019Aquila, di sabato 9 febbraio 1822, che si trova nell\u2019Archivio Storico del Comune di Leonessa il cui territorio, fino al 1860, apparteneva al regno delle Due Sicilie.<\/em>&nbsp;<em>Il regolamento, controfirmato da Raffaele de Giorgio, direttore della Real Segreteria di Stato di Grazia e Giustizia, contiene 18 articoli e dimostra come fosse stretto il controllo sui movimenti dei cittadini. La Carta di sicurezza (cio\u00e9 l\u2019odierna carta di identit\u00e0) \u00e8 obbligatoria per \u201cogni individuo di qualunque classe e condizione\u201d, tranne \u201cle donne di ogni et\u00e0\u201d (segno della sudditanza agli uomini della famiglia) e i giovani con meno di 15 anni. Il documento era rilasciato dal sindaco e vidimato dal Giudice Regio, se questi risiedeva nel comune; era valida un anno \u201ce con essa, senza bisogno di altro documento, potr\u00e0 girarsi entro la propria Provincia\u201d. Se per\u00f2 una persona (anzi \u201cun individuo\u201d) voleva trattenersi pi\u00f9 di otto giorni fuori del proprio circondario, nel caso di Leonessa quello di Cittaducale, gli serviva la Carta di permanenza, anch\u2019essa rilasciata dal Sindaco. Ciascuna carta costava due grani (monete napoletane, pari a otto centesimi di lira); era gratuita e valida un anno per i \u201cbracciali (cio\u00e9 i braccianti), i pastori e generalmente tutti coloro che sono notoriamente poveri\u201d. Per andare in un\u2019altra provincia del Regno, serviva un passaporto, spedito dall\u2019Intendente (funzionario pi\u00f9 alto in grado) della provincia di provenienza; in caso di urgenza provvedeva il Sindaco. Anche qui un\u2019eccezione per i braccianti e i pastori; questi se \u201cper motivi d\u2019arte e d\u2019industria si recano nelle Provincie limitrofe, non han bisogno di passaporto\u201d, ma della \u201ccarta di passo\u201d emessa dal sindaco, gratuita e valida un anno. Questo stesso documento \u00e8 sufficiente per possidenti e commercianti che \u201cabbian bisogno notoriamente di una comunicazione nelle Comuni della Provincia limitrofa\u201d. Pi\u00f9 complessa \u00e8 la procedura dei passaporti per l\u2019estero, rilasciati soltanto dagli Intendenti e dopo autorizzazione della Commissione generale di Polizia; sul documento, oltre ai connotati della persona, sono indicati il perch\u00e9 del viaggio e la durata dell\u2019assenza. Fanno eccezione, al solito, i braccianti e i pastori di Terra di Lavoro e degli Abruzzi, per i quali basta la \u201ccarta di passo\u201d.<\/em>&nbsp;<em>Chi non possiede documenti, rischia una pena da uno a due giorni di carcere o la multa da uno a sei ducati. I privati, gli albergatori, i locandieri ed i conventi non possono alloggiare chi non ha documenti e dovranno segnalare alla polizia locale \u201cle persone che vogliono pernottare\u201d. Le contravvenzioni sono pesanti: otto giorni di arresto o 25 ducati di multa per i privati; 16 giorni di arresto o 50 ducati di multa per albergatori, locandieri, affittacamere e capi dei conventi. Le pene sono raddoppiate a Napoli. I funzionari locali di polizia \u201ccon documentato processo verbale\u201d, applicheranno \u201cle determinazioni e le multe\u201d previste dal regolamento. A tutela dei cittadini, l\u2019art. 16 afferma che \u201cOgni vessazione, ogni abuso, ogni frode sar\u00e0 rigorosamente punita\u201d, o con provvedimenti interni della Commissione generale di Polizia o per i casi pi\u00f9 gravi, con \u201ctraduzione de\u2019 colpevoli dinanzi a Tribunali\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la morte di Federigo Maria, la famiglia Orlando si trasfer\u00ec a <strong>Ripabottoni<\/strong> (CB) al seguito del figlio Federico, ormai valente attore comico, con la qualifica e il ruolo di Primo Brillante all\u2019interno della Compagnia teatrale di famiglia, promettente anche nella scenografia, che aveva sposato <strong>Anna Catelli<\/strong>, figlia di Antonio Catelli, ricco possidente del luogo, e Apollonia Jaricci.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-scaled.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"638\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-1024x638.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4155\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-1024x638.jpeg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-300x187.jpeg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-768x478.jpeg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-1536x957.jpeg 1536w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/IMG_9096-1-2048x1275.jpeg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>E ancora Carlo Tamberlani, in Pirandello nel \u201cTeatro\u2026 che c\u2019era\u201d (il testo \u00e8 riportato per esteso in appendice), ci racconta l\u2019esperienza diretta della vita della Compagnia di giro, della Compagnia teatrale itinerante, della Compagnia di famiglia che viveva la propria esistenza nella concreta realizzazione di \u201c<em><strong>Un teatro libero in qualsiasi posto<\/strong><\/em>\u201d, come specifica funzione sociale e culturale, come una vera e propria missione:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Questa nota che correggo oggi un anno dopo averla data in stampa \u00e8 stata scritta secondo i miei ricordi d\u2019infanzia nella compagnia di famiglia, nelle peregrinazioni nei piccoli paesi della Puglia e della Basilicata (a Rionero in Vulture dove svernammo in un piccolo teatrino, mi dissero che era ancora viva la sorella o parente, Carmine Crocco). In pi\u00f9 mi sono valso dei racconti dei miei genitori, di mio padre specialmente, di dati storici ricavati dalle pubblicazioni sul meridione. [\u2026] Della \u201cCompagnia di famiglia\u201d, che fu gloria vera del Teatro\u2026 che c\u2019era, non ve ne \u00e8 traccia se non nei libretti di barzellette teatrali, tanto meno nelle non poche storie del teatro italiano. La \u201cCompagnia di famiglia\u201d ebbe una sua tradizione e non \u00e8 da confondersi con quelle unioni momentanee di attori, che senza intrinseco, privi di guida autorevole, \u201cestrosamente\u201d portavano nella provincia lo \u201cstereotipo\u201d del cosiddetto \u201cguitto\u201d. La Duse sort\u00ec da una regolare buona compagnia di provincia che aveva toccato anche Padova e Venezia,; non nacque, nel 1858 (folkloristicamente) \u201cin un vagone di terza classe\u201d, ma a Vigevano, all\u2019albergo Cannon d\u2019oro (cfr. Signorelli), ancora esistente accanto alla piazza, quindi in una delle migliori \u201cCompagnie di famiglia\u201d del tempo; nulla di \u201cguitto\u201d. Del resto di ci\u00f2 che era chiamato guitto allora ne aleggi\u00f2 lo spirito nelle formazioni edulcorate col nome di \u201cmanifestazioni d\u2019arte\u201d, con Euripide, Sofocle, Plauto e anche Shakespeare, \u201caffiatati\u201d con poche settimane di prove, se non dagli scarsi giorni sovvenzionati. Di varie antiche compagnie di famiglia se ne potrebbe perfino ricostruire con dati incontrovertibili, il loro albero genealogico perch\u00e9 (senza essere costretti a ricorrere al Rasi) per secoli esse si tramandarono con i medesimi nomi, \u201cle ditte\u201d sostituendosi subito all\u2019estinta \u201cCommedia dell\u2019Arte\u201d. E\u2019 facile ricordare il nome di Medeback.<\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;<em>Ma scendiamo al rango minimo di queste \u201cCompagnie di famiglia\u201d, radicate e germinate dalle stesse tavole del palcoscenico: quelle che battevano per tutta la vita i piccoli paesi. Corredo scenico modesto, ma sempre decoroso, livello artistico soddisfacente, organizzazione per gli spostamenti da una \u201cpiazza\u201d all\u2019altra, nell\u2019apprestare una vita artistica famigliare continua, confortevole, qualificavano il \u201crango\u201d della \u201cCompagnia di famiglia\u201d.<\/em>&nbsp;<em>Ho avuto il \u201cprivilegio\u201d durante la mia infanzia di \u201cvivere\u201d e quindi ricordare come in una fiaba incantevole,<\/em>&nbsp;<em>gli ultimi guizzi di quell\u2019inimmaginabile mondo, che nonostante tutto, non aveva nulla di zingaresco e n\u00e9<\/em>&nbsp;<em>senso di \u201cprecario\u201d. Nel rispetto per il palcoscenico (in un piccolo teatro o dovunque esso fosse stato allestito provvisoriamente) ognuno assolveva la mansione affidatagli, fino alla pi\u00f9 modesta di mettere il petrolio ai \u201clumi\u201d della ribalta e le candele nei camerini (!!), cercare nel paese ci\u00f2 che occorreva di indispensabile, e che sarebbe stato impossibile trasportare con la \u201croba\u201d della compagnia (un pianoforte, un mobile, dei tavoli, ecc.), tutto era scrupolosamente assolto. Il pubblico aveva il diritto di essere \u201cservito\u201d dignitosamente perch\u00e9 soprattutto da quel palcoscenico la compagnia traeva i propri mezzi di sussistenza, e, ancora di pi\u00f9, la stima, il rispetto (o anche il discredito) \u2013 e l\u2019entusiasmo, specie domenicale \u2013 delle stesse persone che l\u2019indomani gli attori avrebbero incontrato per le strade.<\/em>&nbsp;<em>Per il mio ricordo di quel periodo e di oltre cinquant\u2019anni di milizia attiva nelle migliori compagnie di prosa, mi sembra di poter dire che la \u201cconvenzione scenica\u201d pu\u00f2 seriamente irridere il \u201cficcanasiamo ottuso\u201d del perfezionismo borghese teatrale, perch\u00e9 la \u201cconvenzione\u201d di un fondale dipinto (ve ne erano di Bellissimi in provincia) dava la sensazione di una fantasmagorica foresta ad un pubblico di piccolo paese forse pi\u00f9 affascinante degli alberi \u201cveri\u201d del palcoscenico del teatro Eliseo o, addirittura, \u201cudite, udite\u201d, della pioggia, vera, alla Rheinardt, in \u201cle rates\u201d di Lennorman (cfr. Silvio D\u2019Amico, Il tramonto del grande attore, Ed. Mondadori, 1929, p.28).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Formazioni del genere di quelle descritte, erano le tradizionali \u201cCompagnie di famiglia\u201d Marchesini, Carloni, Chiantoni (genitori del grande Amedeo), De Sanctis (idem, Perla, Martinez, Girola, Imbastaro, Usai, l\u2019ottima di Ambrosioni con le sorelle Ravaioli, che spesso unitisi per brevi periodi sposavano fra loro i propri figli, tramandando un\u2019identica tradizione familiare.&nbsp;<\/em>&nbsp;<em>Da queste compagnie di famiglia sortirono preziosi contributi per le compagnie di ordine primario e&nbsp;<\/em>&nbsp;<em>secondario, un tempo importantissime anche loro. [\u2026]\u201d (<\/em>Cos\u00ec Carlo Tamberlani, Pirandello nel \u201cTeatro\u2026 che c\u2019era\u201d, in Quaderni dell\u2019Istituto di Studi Pirandelliani, Bulzoni Editore, Roma 1982).<\/p>\n\n\n\n<p>Certamente, i luoghi di nascita, matrimonio e morte dei componenti della famiglia Orlando, nel corso della seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, testimoniano la presenza della&nbsp;<strong>Compagnia Orlando<\/strong>, ivi impegnata per le rappresentazioni teatrali, come dimostrano ad esempio le dichiarazioni rilasciate dai genitori nell&#8217;atto di nascita di Leopoldo: <em>&#8220;i genitori dichiarano di essere di passaggio in questo Comune per effetto delle rappresentazioni teatrali<\/em>\u201d. Perci\u00f2 la geografia che ne risulta potrebbe facilitare enormemente la ricostruzione degli spostamenti e dell&#8217;attivit\u00e0 della Compagnia sul territorio del Regno delle Due Sicilie, prima, e del Regno d&#8217;Italia, poi.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, dalle mie ultime ricerche \u00e8 emerso in modo evidente che la tradizione della Commedia dell\u2019Arte e del teatro comico napoletano sviluppata nel tempo sui palcoscenici del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie dalla <strong>Compagnia Caputo<\/strong>, arricchita dall\u2019esperienza delle altre famiglie d\u2019arte a essa legate, continu\u00f2 a essere trasmessa di generazione in generazione fino agli inizi del Novecento, anche attraverso l&#8217;attivit\u00e0 della <strong>Compagnia Orlando<\/strong>, che mantenne viva la memoria di quella grande eredit\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Successivamente, per\u00f2, stante il sempre maggiore coinvolgimento di attrici e ballerine nell&#8217;attivit\u00e0 teatrale, le donne della famiglia Orlando fecero chiudere la Compagnia, per cui Eduardo mand\u00f2 il figlio Federico a Francavilla al Mare (Pescara) per effettuare un lungo tirocinio come allievo del&nbsp;<strong>Maestro Francesco Paolo Michetti<\/strong>, artista, pittore e fotografo abruzzese, che lo giudic\u00f2 talentuoso e promettente nella pittura, come lo era gi\u00e0 nel teatro. <\/p>\n\n\n\n<p>E cos\u00ec, agli inizi del Novecento il nostro ramo della famiglia Orlando pass\u00f2 dal <strong>Teatro<\/strong> alla <strong>Pittura<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"853\" height=\"606\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4262\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-3.jpg 853w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-3-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-copia-3-768x546.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>La Compagnia Orlando nel Teatro del Genio di Campobasso (1879)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Grazie alle preziose informazioni contenute nel pregevole articolo di <a href=\"https:\/\/www.ilgiornaledelmolise.it\/2025\/06\/16\/il-mistero-della-delicata-civerra-di-accorsi\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.ilgiornaledelmolise.it\/2025\/06\/16\/il-mistero-della-delicata-civerra-di-accorsi\/\"><strong>Giovanni Mascia<\/strong>, <em>Il mistero della \u201cDelicata Civerra\u201d di Accorsi. E delle radici molisane della Compagnia Orlando che la mise in scena un secolo e mezzo fa<\/em><\/a>, pubblicato sul Giornale del Molise online il 16 giugno 2025, sono riuscito a ricostruire lo stato di famiglia al 1879 del mio antenato fossaltese, Federigo Maria Orlando, Capocomico della <strong>Compagnia Orlando<\/strong>, compagnia teatrale itinerante, c.d. compagnia di giro, che nell&#8217;estate del 1879 si \u00e8 esibita nel <strong><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4029\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4029\">Teatro del Genio<\/a><\/strong> di Campobasso.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"744\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1-744x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3057\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1-744x1024.jpeg 744w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1-218x300.jpeg 218w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1-768x1058.jpeg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1-1115x1536.jpeg 1115w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1-1487x2048.jpeg 1487w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-1.jpeg 1824w\" sizes=\"auto, (max-width: 706px) 89vw, (max-width: 767px) 82vw, 740px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>La recensione pubblicata sul giornale \u201cLa Libert\u00e0\u201d del 12 luglio 1879 riportava espressamente: &#8220;<em>I Comici signori Federico, Odoardo, Ernesto e Roberto Orlando, e la signorina Annina Mezzi Orlando, disimpegnarono con amore e diligenza la parte ad essi affidata, ma fra tutti \u00e8 degna di speciale encomio la signorina <strong>Teresina Orlando<\/strong>, che ha saputo rivelarsi artista di merito.<\/em>&#8220;<\/p>\n\n\n\n<p>Pertanto, la <strong>Compagnia Orlando<\/strong> a quel tempo era composta da Federico (Federigo Maria) Orlando, con il ruolo di capocomico, e dai suoi figli tutti comici Odoardo (Igino Eduardo), Ernesto e Teresina, oltre alla nuora, Annina Mezzi (Anna Mezzo), moglie di Odoardo, e al nipote Roberto, figlio di Nicola Maria, fratello di Federigo Maria.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"744\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3-744x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3058\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3-744x1024.jpeg 744w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3-218x300.jpeg 218w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3-768x1058.jpeg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3-1115x1536.jpeg 1115w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3-1487x2048.jpeg 1487w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/La-Liberta-p.-3.jpeg 1824w\" sizes=\"auto, (max-width: 706px) 89vw, (max-width: 767px) 82vw, 740px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Consultando l&#8217;Internet Culturale, ho trovato altre quattro brevi recensioni delle esibizioni della Compagnia Orlando a Campobasso nel luglio 1879, dalle quali ho potuto ricavare ulteriori informazioni utili sulla performance campobassana.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 7 luglio, all\u2019<em>Arena Nazionale&nbsp;<\/em>di Campobasso, la Compagnia Orlando mand\u00f2 in scena la prima del dramma&nbsp;<em><strong>Delicata Civerra<\/strong><\/em>&nbsp;di Giovanni Accorsi Pasini. Il 10 luglio si tenne la seconda rappresentazione.&nbsp;Il 15 luglio,&nbsp;al&nbsp;<em>Teatro del Genio<\/em>&nbsp;di Campobasso,&nbsp;si tenne la quinta rappresentazione, con il dramma accresciuto&nbsp;di un altro atto dall&#8217;autore. Il 21 luglio mand\u00f2 in scena un altro dramma&nbsp;<em><strong>Elvira ovvero cinismo e sentimentalismo<\/strong><\/em>.&nbsp;Il 27 luglio, all\u2019<em>ArenaNazionale,<\/em>&nbsp;and\u00f2 in scena il nuovo dramma&nbsp;<em><strong>Alfonso Mastrangelo<\/strong>,<\/em>&nbsp;il seguito della&nbsp;<em>Delicata Civerra<\/em>, composto dallo stesso autore.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Ecco gli estratti delle recensioni pubblicate su La Libert\u00e0 di Campobasso nel mese di luglio 1879:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi si riferisce che la Compagnia Orlando all\u2019<em>Arena nazionale <\/em>fa di tutto per accontentare il pubblico. Intanto sappiamo che probabilmente luned\u00ec sera, giorno 7, sar\u00e0 dato il dramma <strong><em>Delicata Civerra<\/em> <\/strong>(fatto patrio, ben noto ai Campobassani). Il lavoro \u00e8 del giovine scrittore Giovanni Accorsi de\u2019 Baroni Pasini; l\u2019Accorsi ha dato anche altre produzioni a\u2019 teatri napoletani, ed il pubblico non li ha niente male accolti. Siamo sicuri che i cittadini Campobassani accorreranno per ricordare sulle scene un fatto di storia patria, e che saranno benevoli verso l&#8217;autore del dramma.\u201d (La Libert\u00e0 3 luglio 1879, p. 3)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Abbiamo assistito alla seconda rappresentazione del Dramma <em><strong>Delicata Civerra<\/strong><\/em> dato dalla Compagnia Orlando in Campobasso e scritto dal giovine signor Giovanni Accorsi de\u2019 Baroni Pasini. Un pubblico numerosissimo e scelto ansioso assisteva allo spettacolo, per ricordare un fatto patrio. <em>Delicata<\/em> \u00e8 un raccontino pi\u00f9 che \u00e8 un romanzo, e l\u2019argomento \u00e8 breve e spiccio. Negli antichi tempi Campobasso era diviso in due partiti <em>Trinitari<\/em> e <em>Crociati<\/em>, che nutrivano odio brutale l\u2019un contro l\u2019altro. Alfonso Mastrangelo, Crociato, s\u2019innamora della giovine Delicata Civerra, figlia di un Trinitario (Andrea). Entrambi si corrispondevano, ma da essi era ben lungi il pensiero di potersi unire in matrimonio, sapendo che l\u2019odio vendicativo del Civerra contro i Crociati era di grande ostacolo al loro amore. Delicata da che incominci\u00f2 ad amare, si die\u2019 in bal\u00eca ad una disperata passione per il suo Alfonso, il quale le corrispondeva compari affetto. Ci\u00f2 giunse all\u2019orecchio del padre di Delicata, il quale cacciolla in fondo d\u2019un carcere, proibendole severamente di amare il Mastrangelo. Non valsero le preghiere di dedicata per far desistere il padre dal brutale operare verso di lei, n\u00e9 quelle di Fiorella, amica prediletta di Delicata, n\u00e9 quelle del fratello di lui, Rettore di San Giorgio, e n\u00e9 infine quelle pi\u00f9 ferventi del Padre Geronimo da Sorbo, mandato in Campobasso con la missione di pacificare gli animi dei due partiti nemici. Il Civerra, tenace nel suo proponimento, voleva sua figlia sposasse un Trinitario, oppure vestisse l\u2019abito claustrale. A far sopire tant\u2019odio verso Delicata Alfonso si assenta da lei, per andare in Fiandra ove combatteva il suo Principe. Prende commiato dalla sua Delicata e parte. Questa non sa resistere a tanta privazione, e ritornato Alfonso per isposarla, la trova sofferente. L\u2019incoraggia, le favella di amore, di lieto avvenire, di cessate amarezze, e Delicata par che si ravvivi di gioia, e che provi tutta la sua felicit\u00e0. Ma ahi! L\u2019\u00e8 gioia di morte. Il padre suo, pentito della severit\u00e0, vuole al fine Delicata sposi il suo Alfonso. Ma troppo tardi! I Crociati e i Trinitari si abbracciano; la pace \u00e8 fatta. Delicata anela cingere la corona nuziale, le si porge dall\u2019amica Fiorella, ma nei pi\u00f9 adorati sogni della sua fantasia, consunta, spira tra le braccia del suo fidanzato, che va a chiudersi nel convento dei Cappuccini, vestendo l\u2019abito di fratel! Questo il Dramma. L\u2019Autore ha saputo presentare l\u2019azione drammatica, colorirla e rendere i caratteri, specie nel Frate da Sorbo, che si mostra interprete del vero stile evangelico e non di cieco fariseismo religioso. I Comici signori Federico, Odoardo, Ernesto e Roberto Orlando, e la signorina Annina Mezzi Orlando, disimpegnarono con amore e diligenza la parte ad essi affidata, ma fra tutti \u00e8 degna di speciale encomio la signorina Teresina Orlando, che ha saputo rivelarsi artista di merito. L\u2019Autore fu per ben quattro volte chiamato agli onori del proscenio, ed il Dramma fragorosamente applaudito. Stasera si ripeter\u00e0 per la terza volta: noi augurando alla Compagnia esito felice, diamo un bravo di cuore al giovane scrittore signor Accorsi, egli stringiamo la mano.&#8221; (La Libert\u00e0 12 luglio 1879, p. 3)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Ieri sera \u00e8 andata al <em>Teatro del Genio<\/em> la quinta rappresentazione del Dramma <em>Delicata Civerra<\/em>, con buonissimi risultati. L\u2019Autore, signor <strong>Accorsi<\/strong>, a rifuso il Dramma accrescendovi un altro atto, che ha saputo troppo bene colorire. Un bravo a lui e alla Compagnia Orlando. La mancanza di spazio non ci permette dir altro sul riguardo. Ne riparleremo nel numero prossimo.&#8221; (La Libert\u00e0 16 luglio 1879, p. 3)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Teatro del Genio &#8211; L\u2019altra sera nel nostro <em>Teatro del Genio<\/em> fu dato dalla Compagnia Orlando un altro Dramma del signor Giovanni Accorsi-Pasini, dal titolo: <em><strong>Elvira<\/strong> <strong>ovvero cinismo e sentimentalismo<\/strong><\/em>. Era serata d\u2019onore della prima Attrice Teresina Orlando, e la pi\u00f9 eletta de\u2019 cittadini venne a godersi lo spettacolo. Il dramma \u00e8 pieno di effetti scenici, vuoi per l\u2019intreccio gaio e spigliato, vuoi per la variet\u00e0 dei caratteri e per la vivacit\u00e0 del dialogo. Risponde del tutto al suo titolo. \u00c8 diviso in 4 atti, ed il finale di essi \u00e8 proprio quello attagliato al vero Dramma del giorno. Ha sempre avuto buoni successi, ed \u00e8 stato lusinghieramente giudicato da molti giornali della Capitanata. La Commissione esaminatrice di Roma lo approv\u00f2, elogiando l\u2019Autore, a cui anche noi facciamo i nostri complimenti. Scriva dunque, e procuri sempreppi\u00f9 di farsi onore.&#8221; (La Libert\u00e0 23 luglio 1879, p. 3)<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;E mentre spunta l\u2019un, l\u2019altro matura &#8211; Domenica alla sera, 27 andante, avremo all\u2019<em>Arena<\/em> <em>Nazionale<\/em> il Dramma: <strong><em>Alfonso Mastrangelo<\/em> <\/strong>seguito della <em>Delicata Civerra<\/em>. E\u2019 lavoro del giovine scrittore signor Accorsi Giovanni, e ci auguriamo per ci\u00f2 che gli amatori di cose patrie non mancheranno di assistere a questa importante produzione, che l\u2019Autore, a complemento della <em>Delicata<\/em>, espone al pubblico.&#8221; (La Libert\u00e0, 26 luglio 1879, p. 3)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Scorrendo, poi, le pagine del giornale La Libert\u00e0 del 6 agosto 1879 ho scoperto che, nel corso della stessa estate a Campobasso, la Compagnia Orlando mise in scena al Teatro del Genio anche il famoso dramma in cinque atti del drammaturgo <strong>Paolo Giacometti<\/strong> (1816-1882), il pi\u00f9 popolare autore italiano dell\u2019Ottocento:<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cStasera al nostro <em>Teatro del Genio<\/em> la <strong>Compagnia Orlando<\/strong>, come serata di partenza rappresenter\u00e0 il Dramma in 5 atti del sig. Paolo Giacometti: <em><strong>La colpa vendica la colpa<\/strong><\/em>.\u201d (La Libert\u00e0, 6 agosto 1879, p. 3)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"612\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-1024x612.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3981\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-1024x612.jpg 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-300x179.jpg 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-768x459.jpg 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-1536x918.jpg 1536w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Screenshot-2026-02-03-alle-09.23.54-2048x1224.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Il dramma <em>La colpa vendica la colpa<\/em> \u00e8 un complesso racconto di un matrimonio simulato che ispir\u00f2 l&#8217;<em>Odette<\/em> di V. Sardou, rappresentato per la prima volta a Treviso nel 1854 dalla compagnia di G. Leigheb, con cui da allora Giacometti cominci\u00f2 a collaborare. Il dramma \u00e8 un classico del teatro italiano, che esplora i temi della giustizia e della punizione attraverso una storia tragica, dove viene affrontato il tema del divorzio, ripreso poi nella pi\u00f9 celebre <em>Morte civile<\/em>, oggetto di una attenta analisi di profondi conflitti morali ed emotivi, spesso incentrati sull&#8217;onore familiare, il tradimento e la vendetta. La vastit\u00e0 della produzione di Paolo Giacometti, profondo indagatore dei problemi sociali, riflette anche l\u2019ampio gradimento del pubblico e il prolungato favore degli attori, come nel caso della Compagnia Orlando.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p><strong>La Compagnia Orlando nel Teatro Sociale di Amelia (1884)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla lettura del pregevole lavoro della Prof.ssa <a href=\"http:\/\/web.tiscali.it\/rosita.bassini\/\" data-type=\"link\" data-id=\"http:\/\/web.tiscali.it\/rosita.bassini\/\">Rosita Bassini Ceccarelli, Il Teatro Sociale di Amelia (1782 &#8211; 1991) &#8211; Storia di un&#8217;istituzione locale<\/a>, ho appreso con grande sorpresa che tra le innumerevoli attivit\u00e0 teatrali, musicali e di prosa del settecentesco <strong><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4032\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=4032\">Teatro Sociale di Amelia <\/a><\/strong>(Terni), come risultanti dagli Atti deliberativi delle Congregazioni e da documenti reperiti presso Enti e privati, figurano anche quelle realizzate dalla Compagnia Orlando che realizz\u00f2 un ciclo di rappresentazioni in occasione del Carnevale del 1884.<\/p>\n\n\n\n<p>In particolare, risulta che  in data 18 dicembre 1883 la <strong>Compagnia Orlando<\/strong> ottenne in concessione il Teatro per esibirsi per 24 recite tra prosa e operette, da eseguirsi nel Carnevale dell&#8217;anno successivo. E&#8217; molto probabile che tra queste sia stata messa in scena anche la &#8220;<strong>Delicata Civerra<\/strong>&#8221; di Giovanni Accorsi Pasini, dopo i successi ottenuti nei Teatri di Campobasso e chiss\u00e0 in quale altra Citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Fino ad oggi, ho trovato soltanto queste poche tracce della lunga attivit\u00e0 della Compagnia Orlando, che oper\u00f2 per tutta la seconda met\u00e0 dell&#8217;Ottocento, fino ai primi decenni del Novecento, finanche oltre oceano a Buenos Aires in Argentina. <\/p>\n\n\n\n<p>Basti pensare che nel 1911 Ernesto Orlando, fratello minore del mio bisnonno Federico, all\u2019et\u00e0 di 55 anni, in qualit\u00e0 di artista drammatico, \u00e8 emigrato in <strong>Argentina<\/strong> a <strong>Buenos Aires<\/strong>, a bordo della nave Amiral Sallandrouze de Lamornaix, per affrontare una tournee teatrale con la sua Compagnia formata da Ciro Orlando di 28 anni, suo figlio, Gennaro Brancaccio di 59 anni, suo consuocero, padre di sua nuora Maria Brancaccio, Teresa Testa di anni 51, Ulrico Testa di anni 23 e Concetta Testa di anni 18, tutti indicati come artisti drammatici.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"655\" src=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9-1024x655.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-4101\" srcset=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9-1024x655.webp 1024w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9-300x192.webp 300w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9-768x491.webp 768w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9-1536x983.webp 1536w, https:\/\/www.pierorlando.it\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/s-l1600-9.webp 1582w\" sizes=\"auto, (max-width: 767px) 89vw, (max-width: 1000px) 54vw, (max-width: 1071px) 543px, 580px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>E dopo questi primi risultati entusiasmanti la mia ricerca non potr\u00e0 che continuare!<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Famiglie d&#8217;arte e Compagnie di giro \u201cUna volta la Chiesa escludeva dalle funzioni sacre e dai camposanti prostitute, suicidi, attori. Capit\u00f2 a un mio arcibisnonno della compagnia Tamberlani, ai tempi della dilacerazione tra Stato e Chiesa, come Jemolo defin\u00ec quei decenni\u201d. Nel passo dell\u2019articolo Welby e i vecchi peccati della Chiesa, pubblicato a Roma sulla &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/www.pierorlando.it\/?page_id=3056\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;La Compagnia teatrale Orlando&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3056","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3056","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3056"}],"version-history":[{"count":274,"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3056\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4264,"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3056\/revisions\/4264"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pierorlando.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3056"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}